
LA TERRA(e)STREMA a Bologna
lunedì 3 ottobre 2011

LA TERRA(e)STREMA al "TERRA DI TUTTI FILM FESTIVAL"
Bologna 8 ottobre 2011
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Terra che non lascia scampo, fruttuosa, che arricchisce, che può lasciare morti di fame, rendere schiavi, assassinare. Terra che rispecchia la struttura di una società in bilico tra benessere ed estrema povertà, tra accesso all'universo conosciuto e ignoranza del proprio cortile, dove sempre più forte è il rischio della catastrofe che accade nella situazione di più ovvia normalità. Questa è una terra estrema che non è soltanto Sicilia, è un territorio che strema, che non è solo materiale...
Questo è il racconto di un film documentario, lo spazio di riflessione e accoglienza per quelle persone che hanno girato per due anni le zone rurali della Sicilia in modo da potere raccontare cosa succede “in campagna”, cosa succede a soggetti che sono diventati invisibili ai più, al mondo urbano e metropolitano: il coltivatore, il bracciante, l'operaio agricolo, ma soprattutto il bracciante straniero, uomo o donna, più uomini che donne, che invisibili lavorano, sopravvivono, o muoiono “in campagna” per due soldi.
In fase di post-produzione del film vogliamo raccogliere testimonianze, connettere esperienze e racconti anche diversi, continuare ad indagare questo mondo non come se fosse un mondo a parte da noi...
Il promo nasce dopo due giorni di lavoro intenso, inseguendo la scadenza di un bando…che non sappiamo ancora se mai vinceremo…E’ stata la molla per fare ulteriormente ordine tra tutto il materiale girato in questi due anni e il nostro sguardo sulle cose vissute, sulle persone, le parole, le situazioni incontrate. quello che è venuto fuori è solo una parte della nostra memoria, e dei protagonisti della nostra narrazione. abbiamo scelto una lettura immediata della parte forse, mi viene da pensare “feroce”, del nostro documentario: la giornata dei lavoratori stagionali, che inizia all’alba e finisce al tramonto, e dei loro bisogni più immediati che vengono disattesi da una condizione di sfruttamento.
E’ l’anteprima di uno spaccato del nostro viaggio sui territori siciliani, che indaga il mondo dell’agricoltura, della quale gli stranieri ormai rappresentano, fondamentalmente, gli unici raccoglitori, provando a capire come la loro condizione si inserisce all’interno del quadro complesso del sostentamento dell’agricoltura e della trasformazione del lavoro, una realtà che racconta la crisi profonda che colpisce i piccoli coltivatori, le grandi aziende che diventano sempre più irraggiungibili sul piano della competizione, e dei lavoratori stagionali, appunto, che contribuiscono a sostenere un sistema che cade a pezzi.
Gela-Suceava andata e ritorno
Durante le riprese del documentario e le varie puntate da est a ovest sull'isola per cercare, intervistare, incontrare persone, abbiamo avuto difficoltà a parlare con i braccianti rumeni, tirati sempre in ballo nei discorsi sia dai lavoratori di altre nazionalità che da sindacalisti, da persone che in qualche modo conoscono sul proprio territorio l'universo della 'campagna'. Tirati in ballo sempre nel male, dai nordafricani e africani perchè accettano condizioni salariali talmente tanto denigranti da avere distrutto la piazza, da alcuni sindacalisti perchè non denunciano e non si fanno avanti quando potrebbero, da altri perchè non si affidano alle rassicurazioni e garanzie di emersione da situazioni di riduzione in schiavitù. Invisibili, introvabili, e quando visibili, schivi e restii a parlarci e a incontrarci. Ci siamo posti il problema di come parlare di loro, come riuscire a far parlare loro evitando di far raccontare le loro storie a “qualcun altro”: raccomandati da qualcuno, magari dal parroco impegnato, dal sindacalista di categoria, facendo incursioni notturne in qualche serra... Tutti tentativi falliti, forse perchè poco fortunati forse perchè non restavamo abbastanza tempo in un posto per poterci fare conoscere. Ci viene allora l'idea di cercarli ed incontrarli in un luogo più neutro, o anche a loro più favorevole: decidiamo di fare lo stesso viaggio che fanno loro periodicamente per tornare in Romania, il viaggio estenuante con il bus da turismo, che ci impiega tre giorni e tre notti da Gela all'estremo nord della Romania nella regione della Moldava. Partiamo allora a metà ottobre del 2008 da Gela fino a Suceava.
Perchè la partenza da Gela?
Perchè a Gela verso la fine dell'estate, a settembre del 2008, abbiamo trovato un tentativo di emersione dal pozzo oscuro, l'abbiamo trovato nel sindaco, l'abbiamo trovato in una storia e in una festa di piazza, e l'abiamo trovato anche nella disponibilità dei responsabili locali della compagnia di trasporti e turismo rumena che ci ha ospitato e autorizzato al viaggio sui bus e a filmare, dandoci tutto il supporto possibile. Il viaggio, stancante, infinito, e poi di nuovo eccessivo, castrante è stato un viaggio eccitato all'andata, malinconico al ritorno, arrabbiato e di denuncia dall'Italia alla Romania e un percorso di timori e rimozioni dalla Romania all'Italia.
angela giardina
Psicologa, vive e lavora a Palermo. Da alcuni anni si occupa con il Laboratorio Zeta di Palermo di immigrazione. E' redattrice del webmagazine Kom-pa www.kom-pa.net/ e di Komzilla (sul sito di Kom-pa), videomagazine all'interno del quale ha realizzato insieme ad altri molte videoinchieste sul territorio Siciliano.
enrico montalbano
Si occupa di produzione video, con particolare attenzione al reportage sociale. Ha prodotto in questi anni alcuni documentari sulla questione migrante: uno fra tutti HURRYA scaricabile da arcoiris.tv Da anni collabora da freelance con alcune televisioni locali e nazionali. Ha collaborato alla realizzazione di immagini per altri documentari, svolgendo anche altri ruoli di produzione. Autore, insieme ad altri due freelance tedeschi, di alcuni reportage prodotti per alcune emittenti europee. Ha lavorato sul set dell'ultimo film di Emanuele Crialese, girato questa estate 2010 a Linosa, con ruoli di assistente e casting. Vive a Palermo e lavora con COMPLOTvideobase
ilaria sposito
Vive tra Pisa e Palermo e da molti anni si occupa di immigrazione e diritti di cittadinanza. Con il Laboratorio Zeta di Palermo (http://www.inventati.org/zetalab/) ha realizzato numerose iniziative a sostegno dei richiedenti asilo e per la chiusura dei CPT. Con l'associazione Africa Insieme ha seguito numerose battaglie a favore dei migranti e dei rom presenti sul territorio pisano. Operatrice del terzo settore, vive con il cane Mario, il compagno Andrea e, da pochi giorni, il piccolo Bruno. Da un po' di tempo si occupa di ricerca e videodocumentazione sociale. Ha realizzato, insieme ad Alessia Del Bianco, il video “Voci senza quartiere”, sugli immigrati nella zona stazione a Pisa.
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